La Villa

L'attuale complesso di Villa Scopoli è testimone di una storia che affonda le sue radici all’inizio del XIII secolo, quando fu eretta la chiesa di S. Maria di Camaldola, grazie a una donazione da parte di alcuni abitanti ai monaci camaldolesi. La piccola comunità religiosa – composta dei due rami, maschile e femminile – diede vita ad attività economiche rurali sfruttando le acque del Lorì, vicina risorgiva, che permetteva di irrigare gli orti e di azionare le ruote di due mulini.
Nel 1598 il complesso fu acquistato dai fratelli Del Bene di S. Eufemia, che ne fecero una villa che facesse al tempo stesso da azienda agricola, luogo di svago e di rappresentanza. Ai Del Bene si devono il progetto del giardino all’italiana, l’impianto di cedrare e l’edificazione della monumentale peschiera di gusto manieristico. Il recente restauro ha messo in luce l’ingegnoso sistema idraulico che azionava sorprendenti giochi d’acqua e raffigurazioni in graniglia policroma che decorano la quiete misteriosa e grottesca del ninfeo.
Dopo il 1849 il nuovo proprietario, l’ingegnere Ippolito Scopoli, inserì nel parco alcuni elementi dal gusto romantico nell’architettura dei giardini, come la suggestiva passeggiata che si snoda lungo le pendici della collina; ne mantenne anche la storica vocazione agricola potenziando la canalizzazione e realizzando delle serre, alimentate dall’acqua del Lorì, la cui temperatura è costante, intorno ai 12°.
Dal 1991, per lascito della contessina Laura Scopoli, la villa è divenuta proprietà della Pia Società di don Nicola Mazza.

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